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Chi Siamo?

Nata a Roma nell'immediato dopoguerra per volontà della Gioventù Femminile di Azione Cattolica (G.F.), la Federazione Attività Ricreative Italiane (F.A.R.I.) si propone sin dalle sue origini per promuovere e sviluppare attività ricreative nei confronti delle giovani attraverso lo sport, il turismo, la musica, sotto la linea guida dellíimpegno Cristiano.

Nel 1946 viene fondata la F.A.R.I. nella città di Trieste; la Federazione locale si scioglierà attorno al 1954 perchè la sua fisionomia autonoma si sentirà limitata da alcune norme di regolamento della G.F. Di riflesso, nascerà il Circolo Sportivo Ricreativo Julia.

Tra il 1961 ed il 1962, rinasce la F.A.R.I. a Trieste, indirizzata ancora, in linea di massima, alle iscritte della G.F. Le due parti condividono momentaneamente la stessa sede locale.

Intanto la F.A.R.I. Nazionale, svolgendo solo attività di tipo sportivo e turistico, si discosta sempre più dai mutamenti sviluppati dalla F.A.R.I. di Trieste.

Nel 1970, grazie alla volontà di trasformare le attività esclusivamente femminili in attività a carattere familiare, la F.A.R.I. di Trieste decide di aprire una propria sede autonoma, distaccandosi così definitivamente dalla G.F.

Nel 1971 la F.A.R.I. di Trieste decide di camminare da sola costituendosi Associazione Autonoma. La nuova denominazione diventerà F.A.Ri.T. (Federazione Attività Ricreative Trieste), notificata ufficialmente il 6 marzo 1972. Da allora, l'Associazione, pur mantenendo i fini formativi ed educativi che l'hanno caratterizzata sin dalle sue origini, si allarga a nuove attività di tipo turistico, sportivo, artistico, culturale, ricreativo e familiare.


Città Vecchia

"Spesso, per ritornare alla mia casa
prendo un'oscura via di città vecchia.
Giallo in qualche pozzanghera si specchia qualche fanale,
e affollata è la strada.

Qui tra la gente che viene che va
dall'osteria alla casa o al lupanare,
dove son merci ed uomini il detrito
di un gran porto di mare,
io ritrovo, passando, l'infinito
nell'umiltà.

Qui prostituta e marinaio,
il vecchio che bestemmia,
la femmina che bega,
il dragone che siede alla bottega
del friggitore,
la tumultuante giovane impazzita
d'amore,
sono tutte creature della vita
e del dolore;
s'agita in esse, come in me,
il Signore.

Qui degli umili sento in compagnia
il mio pensiero farsi
più puro dove più turpe è la via."

- Umberto Saba -